Corso intensivo di comunicazione efficace
Buongiorno,
le insegnanti ci chiedono di comprare un quaderno bianco.
– Io l’ho preso, è nero, nerissimo. Tanto va bene uguale, no?
– Io ne ho presi 10 bianchi, che non mi fido mica ne basti uno solo. È un attimo e te ne chiedono due, quando saranno diventati più rari e costeranno di più.
– Ah, io invece sono andata al negozio, in centro, vado solo lì, molto costoso, di marca… e mi hanno assicurato che si può prendere anche in versione animalier. E comunque ve lo consiglio! Un fashion exercise book solo 50 €, mi sembra un’occasione da non perdere!
– Non ho capito! Un quaderno bianco, ma quando?!?? QUANDO! Quando, cazzo! Se non mi dite entro quando, Dio mio, non ce la farò mai, è già lunedì, è febbraio, gli serve per aprile, è un casino, sto scoppiando, fottuto quaderno.
– Ho già girato il messaggio ai nonni. Fanno tutto loro.
– Mio figlio un quaderno bianco? MAI. O è azzurro maschio virile, o niente. Basta con questo gender nelle scuole, continuiamo così, a tradire le nostre tradizioni, ora è il quaderno bianco, poi sarà rainbow e domani non si farà più il presepe! Prima gli Italiani, non se ne può più.
– Io ho preso un quaderno bianco a quadretti, uno bianco a righe, uno bianco per la scrittura facilitata, uno bianco ruvido per disegni ad acquarelli, uno bianco pentagrammato, uno bianco assorbente che possano usare come tovaglia per un eventuale picnic al parco.
– A mia figlia nessuno può imporre nulla, se lo vuole bianco, lo compreremo bianco, ma se lo sceglie fucsia io glielo comprerò fucsia, basta con le regole, basta con l’essere tutti uguali, esprimiamo le nostre differenze, non tarpiamo le ali ai nostri bambini, lasciamo liberi di volare.
– Ho comprato una matita bianca. Il quaderno non c’era, allora ho preso la matita.
La mia vita è un’immensa chat dei genitori.
Caterina
[foto scattata dall’autrice, novembre 2025. Quaderno bianco in teca, nello studio con vista mare di arciduca sfigato, Castello di Miramare, Trieste]
