Sette

Sette

4 Giugno 2025 0 di Caterina


Lascia il freno e pedaliamo insieme sù per l’Aventino, poi per il Celio e ancora il Palatino: è qui che Romolo fondò la tua città, prima che arrivassero il pacifico Numa Pompilio e il belligerante Tullo Ostilio. Qui è dove sorgono e vanno a dormire splendidi arcobaleni, con il rosso, l’indaco, il violetto, come la bandiera della pace. Li potrai ammirare tutti i giorni, il lunedì, il martedì, il mercoledì, mentre ascolti una musica piena di do, re, mi. Io ti sorriderò: “Pensi di crescere, vero, Pisolo? O sei più Cucciolo?”, mentre io, beh, sono Brontolo. Ma vorrei avere la Pietra Filosofale per non invecchiare, una Camera dei Segreti dove rifugiarmi con te, chiederei al Prigioniero di Azkaban di proteggerti. O forse sei tu a difendermi, cintura bianca, poi gialla, arancione di arti marziali? Tu e la tua Ira, io e la mia Gola, che non conosciamo Accidia, e ci chiediamo quante spose per quanti fratelli, quanti anni in Tibet, quanti samurai per Kurosawa. E le sai, amore mio, le vite di un gatto, le camicie che ho sudato, le stelle sul petto di Ken il Guerriero? Andremo sulla Piramide di Cheope, a Babilonia coglieremo le rose nei Giardini Pensili e lasceremo che il Faro di Alessandria illumini l’ottava meraviglia del mondo.

Tu.

Che di anni ne hai…


Caterina, mamma
[foto scattata dall’autrice, giugno 2025. Non ti basta la manina, vengo in tuo aiuto. Oggi, sempre.]