Pariamola

30 Maggio 2012 8 di Caterina

Vedo che tutti a gran voce, spinti dall’ondata emotiva del terremoto in Emilia, stanno chiedendo alle Istituzioni di rinunciare alla parata militare del 2 giugno e di devolvere le ingenti spese a favore delle popolazioni colpite dalla tragedia del sisma.

Ok, lo dico subito: io sono d’accordo.
Ma sono anche perfettamente cosciente che oggi, 30 maggio, quei soldi so’ già belli che spesi. Quindi si può avanzare una proposta del genere coscienti del fatto che è più un gesto simbolico, di discrezione e riflessione dello Stato davanti ai migliai di cittadini in difficoltà, che un aiuto concreto per i nostri fratelli del nord.

Ciò detto, mi lancio e metto per iscritto perché a me non è servito il 2012 per trovare ridicola e patetica la suddetta parata.

Io sono contraria a che venga fatta:

  1. Non tanto perché non credo che una parata militare sia la corretta rappresentazione di una Repubblica democratica. Da bimba, sarà che ero orgogliosamente figlia di una professoressa, mi sono sempre chiesta perché non sfilasse pure la mia mamma. In fin dei conti anche lei era una dipendente statale e serviva l’Italia costruendo le teste dei futuri concittadini. E perché non sfilavano anche i medici, o i tizi che pulivano le strade con le ramazze in autunno. E perché anche un impiegato del privato come il mio papà non sfilasse. Ma ero bambina, e i bambini si sa, le cose dei grandi non le capiscono.
  2. Non tanto perché mi sembra comunque una vecchia e orrida vestigia del ventennio fascista. Vabbè, capirai, fosse solo questo il souvenir di Mussolini in Italia. Tra leggi ancora applicate e ideologie mal celate, il fascismo è attualissimo. Per carità, le parate le organizzano anche dove non hanno conosciuto dittature, però mi chiedo se sia una furbata farla in un Paese che il regime l’ha toccato con mano per tanti anni e ne è uscito così recentemente…
  3. Non tanto perché ancor più che fascista, mi sembra l’ennesimo epifenomeno della fallocrazia in cui versa questo Stato. E che palle (per restare in tema di organi maschili). Non si può fare a meno di questa noiosa, inutile e soprattutto patetica gara a chi ce l’ha più lungo (l’esercito)?
  4. Non tanto perché ora tutti penserete che sono un’antimilitarista in generale. Però sì, ogni tanto mi piace sognare (nonostante il tempo che passa, continuo ad essere la bimba di cui sopra, forse) e chiedermi che senso abbia, nel 2012, in un Paese europeo, avere ancora un esercito proprio. Rischiamo d’essere invasi? Direi che è anacronistico. Ci dobbiamo difendere? Ma per le tragedie che vedo all’orizzonte, anziché cecchini e bombaroli, forse dovremmo assumere esperti di economia e finanza.
  5. Non tanto perché ritengo la via in cui si sceglie di far sfilare la parata militare semplicemente la strada più bella del mondo. “Senza se e senza ma”, come va di moda dire adesso. Via dei Fori Imperiali, mettetelo tutti a verbale, è la strada più bella del mondo. Punto. Non si accettano obiezioni. Si accettano, invece, grandi perplessità a far avanzare mezzi blindati, pesanti e distruttivi, su capolavori millenari che certo non si aspettavano di dover subire le scosse di questa ridondante manifestazione di forza.
  6. Non tanto perché, vorrei aggiungere en passant, per noi abitanti di Roma (e persino di San Giovanni, quand’ero giovane) è un simpatico caos primigenio subire il centro bloccato, gli elicotteri sulla testa e via fino al rombo delle frecce tricolori che fa sussultare uomini e tremare vetri.
  7. Non tanto perché è un fottutissimo spreco di soldi pubblici.
    Avete visto? L’ho messo in coda. Sennò poi si dice che sono attaccata al vil denaro. Ma dico io, in un momento di crisi economica mondiale, in un Paese che versa in immense difficoltà e che ora tra terremoti, alluvioni e casini vari sta ancora più in ginocchio, c’è bisogno di questo sperpero?
  8. Non tanto perché il suddetto spreco di soldi coinvolge anche le stesse forze che sfilano. E’ mai possibile che il mese scorso io abbia presentato una denuncia per furto in un commissariato e mi sia sentita dire: “Signora, le faccio solo una copia che qui non abbiamo più nemmeno la carta per stampare”? E che io senta parlare di pattuglie dei carabinieri ferme perché non hanno i soldi per comprare la benzina? Ma signori miei che ci governate, dateli alle nostre forze dell’ordine i soldi che usate per fargli invece fare “zumpapà alè alè” ai Fori!
    O preferite fare leggi e leggine per ostacolare sempre di più le loro indagini, il loro lavoro (vedi intercettazioni) e poi li fate sfilare per prenderli, e prenderci, in giro?

 

Ma più che altro perché

tutte le motivazioni di sopra le ho sommate. Da anni.

E mo’?
Mo’ basta.

 

 

Anna Eva Laertici