2025 – cosa sperare
La colonna di macchine incastrate e impilate una sull’altra, a Valenza, in un fiume di fango, e la nostra Romagna, la mota che trascina le persone, e i tifoni, che caldo che fa ora, ma è inverno, sì, ci sono le margheritine sui prati verdi in montagna. Non c’è priorità più grande, non c’è punto che superi in urgenza sull’agenda politica di chiunque nel mondo la lotta al cambiamento climatico.
Una sera, due giorni, respira, Cate, respira. Parlare con altri adulti, frequentare convegni, ascoltare curiosa. Ma poi fa freddo, da queste parti so che c’è la sua casa, una poetessa, cerco rifugio tra chi gusta le parole, le sceglie con cura, Alda Merini, anch’io “sono nata il 21 a primavera”, ma forse dovevo rinascere in autunno e capire che ogni tanto serve un angolo di libertà.
Una porta che si apre, riti millenari a me incomprensibili, e la capitale si inonda di fiumi di persone. Roma mia, ti amo e lo sai, non piegarti ai barbari che pure ti calpestano, spiega le tue ali, mostra spudorata la tua possente bellezza, rinasci più forte, come Notre Dame in quel dicembre, tu, eterna, sorridi, accogli e ricorda che, da quasi tremila anni, nessuna cosa al mondo…
Le persone che mi circondano. Investirci ancora di più, spendere il tempo nelle relazioni.
Partendo dall’anno passato di nuove idee, e le chiacchiere alla macchinetta del caffè, la voglia di fare, le intuizioni di una squadra al lavoro. E le amicizie, quelle recenti, le nuove su cui puntare, e le antiche… un nome, un fratello, un re: perché finché c’è Gigi, c’è la mia casa.
Caterina, su idea di Anna Eva Laertici
[foto dell’autrice, che donne sulla casa di Alda Merini (Milano), novembre 2024, abbiamo bisogno di poesia e di lottare per noi]
