2024 – cosa buttare
I record sono fatti per essere battuti. Bambini. Tanti.
Nella striscia di Gaza. A Mariupol. In Afghanistan. Nel fondo del Mediterraneo.
Nelle nostre coscienze.
La corsetta mattutina mi tempra, l’aria è frizzante, il parco è verde, accogliente, c’è un incipit di primavera, a quest’ora non c’è nessuno, c’è solo un’ombra, che strana immagine, non capisco, poi un lampo di coscienza, la paura, la corsa è scomposta, la volante della polizia che ho visto troppo tardi, “un ragazzo”, la disperazione, il crollo. E quell’albero.
Nell’anno con più elezioni della storia, con più persone chiamate a scegliere i propri leader, non si fa in tempo a brindare al fascino antico della democrazia. Avete rieletto Trump, mortacci vostra. Ecco, giusto, come si dice mortacci vostra in americano?
Nozze d’oro, peccato, le avremmo festeggiate. Fa caldo, a luglio, ma te lo immagini il brindisi? Ormai siamo tanti, anzi, tante. Grazie d’aver scritto ai tuoi figli. E poi lo sai, sono una storica, e i ricordi sono fonti preziose. Li conservo, me li tengo stretti, papà.
Caterina, su idea di Anna Eva Laertici
[foto dell’autrice, Parco degli Acquedotti (Roma), settembre 2024, ho cambiato tragitto, ma non ti dimentico]
