2017 – cosa sperare

Ho un’età per cui i miei coetanei ancora mi invitano ai matrimoni, ma sento anche già parlare di divorzi. L’anno che verrà, già so, sarà densissimo d’eventi. Nel male, nel bene e pure nel benissimo.

 

Sta scivolando via tra le mie nuove preoccupazioni un mondo di viaggi semplici.
Vorrei solo che lei –come feci io – potesse senza paura passeggiare un giorno sulla Promenade des Anglais, sognare Magritte tra cozze e patatine fritte, mangiare con la famiglia ai mercatini di Natale sotto la Chiesa del Ricordo…

 

Prendere coraggio per fare alcune scelte, meglio se stupide e irrazionali. Poi, beh, sarebbe ancor meglio se servissero delle valigie per realizzarle.

 

Lazio in B. E sù, sopportatemi, è un mio must da anni… Over and over again…

 

Le pizze con gli “all together” non faranno mai ingrassare. Al massimo, a certi annunci, fanno brindare.
Aggiungerei anche qualche cena con le “ex pancione”: la nostra quotidianità su altri mezzi ha bisogno di crescere (di calorie).

 

Che Trump e Putin non si accordino per distruggere il resto del pianeta. Mica chiedo tanto! O che non ci siano pericolosi dissapori tra loro. Aggiungo che amerei anche che Erdogan smettesse di organizzare finti colpi di Stato: il teatro lasciamolo agli attori.

 

2017, a te chiedo più tempo, più energie e soprattutto di aiutarmi a scansare i miei stupidi alibi, per dedicarmi al mio figlio adorato dell’anno passato: questo blog.
#staiSerena, Cate, non fermarti.

 

 

 

 

Caterina, su idea di Anna Eva Laertici

 

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