Tu mi hai insegnato

Tu mi hai insegnato

17 Ottobre 2022 0 di Caterina

Mi hai fatto fare pace con il pianto: sono stata costretta decenni nell’abito di chi non riteneva più potesse esserci qualcosa di così immenso da potermi far piangere. E infatti ora singhiozzo per le scempiaggini, mi lascio andare senza dignità per le fiction tv mal recitate e mal scritte, sui complimenti che mi fa la collega quando dice che ho belle gambe, sui giocatori della Maggica che stanno più in infermeria che in campo, per te che quando mangi sei felice e quando non mangi ci chiedi quando si mangia.

Mi hai insegnato che le date, che tanto ho dovuto studiare prima del tuo avvento, non sono nulla: tu sei la misura del mio invecchiare, sei tu la data per cui c’è un prima e c’è un dopo. E il resto è stupida convenzione umana. Tu sei l’inizio.

Ti sei mostrata con grembiule e zaino, astuccio e diario a dirmi chiaramente che l’amata parola scritta non può più fregarti, non può più darmi rifugio, perché ora mi leggi, ora capisci, ora domandi mentre fai compiti e l’unico segreto che mi è rimasto è non confessare dove tengo la Nutella.

Tu mi hai insegnato ad avere paura e restare in piedi, nella folle corsa in ospedale in ambulanza, in quel lago di sangue che da te scendeva su di me, mentre ti tenevo in braccio e continuo a parlarti di come sarebbe poi andato tutto bene, dando al tuo nome l’augurio che ti abbiamo dato alla nascita, morendo dentro di terrore, ma sorridendoti accogliente.

Tu stai provando a farmi capire come restare calma quando ti dico le cose 600 volte consecutive e comunque non le fai, non mi ascolti, ti distrai, pensi ad altro… e no, non ti sta riuscendo di farmi capire come restare calma, sappilo.

Tu sai ciò che devo ancora imparare, devo ancora capire, devo ancora sbagliare, devo ancora correggere, ma se tu continuerai a starmi vicino a spiegarmi, ecco, tienimi la mano, e insegnami.

Ti ascolto, ti aspetto, ti amo.


Caterina, mamma