Ma quando mettono la testa a posto?

Ma quando mettono la testa a posto?

9 Maggio 2021 0 di Caterina

Ho deciso che alla settantacinquesima volta che sento dire di coppie, sposate o conviventi da anni, over 40 e che non hanno figli “Ma quando mettono la testa a posto?”, con ghigno sardonico e ammiccante occhiolino, specie se a commento di un post su facebook, faccio servizio pubblico e scrivo queste righe.


Ebbene, mi duole informarvi che esistono coppie che:

Caso numero 1. Non riescono ad avere figli.

Ora, immaginate quel ghigno sardonico e quell’occhiolino ammiccante come stilettate inter costali. Un dolore lancinante, terribile e immeritato, ingiusto. Fermate la lingua un minuto prima, per favore. Riflettete, prima di parlare: dovrebbe essere buona regola per ogni frase, ma in particolare in questa occasione. “Il silenzio è d’oro”: ricordate questa saggezza popolare? Rendetevi conto della mostruosità di queste parole verso qualcuno che sta correndo verso un obiettivo, ma che vede con fatica e tristezza il traguardo ancora lontano e sente un cretino che passa urlargli: “Embè, perché non corri più veloce? Sù, sù”. Si gioca, con il macigno della superficialità, con la salute delle persone: non vi fate schifo? No? Beh, a me ne fate. E mi candido per sputarvi in un occhio (anche questo è servizio pubblico: oggi mi sento generosa).


Caso numero 2. Non vogliono avere figli.

Ebbene sì, nonostante la morale cattolica-benpensante e le carnevalate dayfamilistiche, ci sono persone che fanno questa scelta. Legittima. Lecita. E santissima, aggiunge una mamma che si trova troppo spesso a confrontarsi con altri genitori. Sì, perché in questo mondo in cui ennemila coppie sentono di dover proliferare solo per amore di abitudini e convenzioni sociali, per non dover dar troppe spiegazioni, mi trovo a osservare: madri e padri anaffettivi, che rovesciano sui propri figli la loro incompiutezza di vita; oppure quelli che io chiamo “i figli delle nonne”, ovvero di chi ha deciso di farli, ma poi “al nido/scuola non li mando, ci pensa la nonna” e la prole diviene prole altrui, da cui impara valori, educazione, persino il modo di parlare; i figli razzisti, bulli e sessisti che già alla materna (true story!) assumono atteggiamenti innaturali – il razzismo, il sessismo e ogni forma di discriminazione è contronatura, non ci appartiene ed è dettata solo da una (dis)educazione data dall’ambiente attorno al bambino – e proiettano nel futuro il mondo violento e arrogante che vediamo quotidianamente nel presente.
Non vogliamo ringraziare dunque chi sceglie di non aumentare la già troppo numerosa popolazione mondiale? Dobbiamo invece stigmatizzare queste scelte?
Aggiungo – siccome tanto degli uomini non ve ne frega una mazza e anzi se un maschio non fa figli è un single fichissimo e come sempre vi piace incolpare di tutto e per tutto la parte rosa del pianeta – che le donne che scelgono di non avere figli non è detto che siano delle serial killer. Magari sono persino delle brave persone. Per esempio, Rita Levi Montalcini non si riprodusse, Magda Goebbels sì. E io come babysitter, ma pure come amica, chissà perché avrei scelto la prima.


Riassumendo, perché il servizio pubblico sia efficace necessita di una sintesi:

Se dite la frase “Ma quando mettono la testa a posto?” o simili a una coppia over 40 senza figli

            Nel primo caso, siete persone cattive, malvagie e volete fare del male;

            Nel secondo caso, siete egoisti e pensate che il vostro modello di vita e di società sia l’unico al mondo.



In entrambi i casi, siete degli stronzi giganteschi.


Caterina

PS.
Il post è stato pubblicato sulla pagina Facebook dell’autrice il 30 aprile del 2019. Ma, purtroppo, è ancora attuale e necessario.

[in foto: l’autrice a Kos, agosto 2011, ph. L. A.]