Ci sei tu

Ci sei tu

17 Ottobre 2024 0 di Caterina

C’è quel video, ero sola, giocavo con la pancia e tu, da dentro, mi scalciavi infastidita e imperiosa.
Lo guardo, lo riguardo.

C’è dentro ogni pagina che sfogli e che pretendi ch’io legga, e mi ci interroghi, persino. C’è il tuo accento romano, esagerato, che sono costretta a riprendere… con il mio accento romano, esagerato, ahò. C’è dentro il tuo nome, e tanto, tanto, tanto il tuo secondo nome. C’è il mondo che mi hai aperto, tu che sei il viaggio che non ho potuto fare, perché ne ho scelto un altro. C’è dentro la tua creatività, i tuoi dipinti, gli origami e i disegni, che sono solo tuoi, in una casa di logici, noiosi, razionali. C’è il tuo perenne voler restare fuori casa, perché quello che c’è lì è ancora tutto da scoprire, da afferrare, da mangiare.

Io accarezzavo la pancia, nel video, e ti chiamavo, senza che tu avessi ancora un nome.

In quel mio chiacchierare con l’invisibile ripieno di me stessa, c’è la tua curiosità verso l’altro, il tuffarsi nel mare, lanciarsi palle di neve, incollarsi a un’audioguida in un palazzo antico. Ci sono i tuoi occhi, tanto simili ai miei, i tuoi gusti nel vestire, così dissimili ai miei. C’è – in quel calcio o gomitata o chissà cosa, che mi tiravi in risposta alle carezze materne – un passo di danza, un sorriso rubato a uno specchio, un ritmo scivolato tra noi. C’è il pedalare convinte in bicicletta, il non sentire la fatica, c’è ancora strada, andiamo laggiù.

Si sentono, nel video, i dialoghi di un film in sottofondo. È una pellicola famosa, e mi piaceva. Ma non ascoltavo, ero sola sul divano, sola con le paure e la curiosità dell’imminente conoscenza di te.

C’è, in quel giocare tra le mie dita e gli spigoli del tuo corpo dentro il mio, un balzo in avanti, ancora un altro, lontano. C’è lo sguardo che tenevi verso di me, ora non più: cerchi i tuoi amici. C’è la fiducia che devo infonderti a ogni passo affinché ti spinga via da me. Ci sono la mia paura e la tristezza – inconsolabili – a ogni passo che ti spinge via da me. C’è l’orgoglio di vederti bambina responsabile, autonoma, brillante e altruista, in questi passi che ti spingono via da me.
C’è la certezza che sarai una splendida donna, avanzando il passo che ti ha spinto via da me.


Caterina, mamma

[foto dell’autrice, ora riusciamo a intrecciare le nostre mani, Roma, settembre 2024]