A Roma Nord, in trasferta

A Roma Nord, in trasferta

28 Luglio 2021 0 di Caterina

La ragazza di Roma Sud – che non è ragazza, però è di Roma Sud davvero – a Roma Nord non ci va mai. “Non se ne ravvisa la necessità”, risponde a chi chiede curioso.

Pare che ci sia una barriera insormontabile tra queste due realtà geografiche. Per la ragazza di Roma Sud, che ricordiamo non è ragazza da un pezzo, ma continua pateticamente a dichiararsi tale, il centro è costituito dal Colosseo. Per lei, si entra nel mondo della Roma turistica passando per il Laterano e poi giù per via Labicana verso l’Anfiteatro Flavio. L’emblema del centro per i Romani del nord è invece San Pietro.

E’ come se “la maestà der Colosseo” e “la santità der cupoloneee” (cit.) fossero i due fuochi di un’ellisse nota ai cittadini di tutto l’orbe terraqueo come il più bel centro città del mondo (per chi pensa che a scrivere sia una persona di parte, cosa che confermiamo, si rimanda comunque anche alla lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, grazie).

Insomma, la ragazza di Roma Sud alla sua veneranda età di non ragazza l’altro giorno ha dovuto recarsi nel pianeta Pineta Sacchetti, della galassia Trionfale, così, senza passaporto. Nel suo passato, lo ricorda, ha viaggiato – anche sola – in luoghi con panorami poco familiari, con lingue molto diverse per comunicare; e lo ha sempre fatto con entusiasmo e curiosità, insaziabile sete di conoscenza e finanche ricerca di piccoli brividi d’avventura. Come potrebbe dunque dichiarare, in un mondo come il suo, fatto di “embè, ‘ndo sta, ahò”, che si perde? E che oltretutto non ama perdercisi, almeno lì. Perché se girovagare è una forma di ricchezza, e perdersi a Parigi o in val d’Orcia è una fortuna, non trovare un indirizzo a Roma Nord è una vergogna, soprattutto per chi ha quel H501 nel codice fiscale. E che cavolo! Possibile che non sia in grado di superare le colonne d’Ercole di Ponte Milvio? La ragazza di Roma Sud abbassa la testa e alza le spalle sconsolata, troppo poco ragazza per non conoscere come s’arriva al celeberrimo Policlinico Gemelli, roba che ci va pure il papa, ma insomma.

Poi succede che non si deve dubitare: e il perdersi dimostra d’avere sempre il suo fascino. Ovunque. Per la prima volta in vita sua, nella sua lunga esistenza da non adolescente, sbaglia strada ed entra in via Fani.

E la ragazza di Roma Sud ha ritrovato il suo essere ragazza, di non importa dove, quando sapeva che la memoria di un Paese è una radice da rispettare e coltivare. E se sbagli strada, in questa fottuta Roma Nord, c’è via Fani.

E allora fermati, ragazza di Roma Sud. E pensa. Rifletti che siamo passati tutti anche da qui. Rispetta la storia. Ricorda.

Così si abbattono barriere. Anche geografiche, se all’improvviso persino a Roma Nord s’è scoperto che c’è qualcosa per cui vale la pena d’andare.

Ora però rialziamoci, ripartiamo.

Torniamo a Roma Sud.


Caterina

[foto presa da internet, 16 marzo 1978, Roma… via Fani]