2023 – cosa sperare
Continuare a cibarmi di cultura. Siano libri, o i tanti podcast di cui mi nutro ora, siano articoli, eventi cui partecipare. Abbuffarmi, assaggiare classici e novità; versare la cura per la lingua anche nello scritto, trasportarne l’amore e l’idiosincrasia per la sciatteria di chi non sceglie con dedizione e devozione ogni singola parola.
L’onda nera che sommerge l’Europa si prosciughi, lo strapotere dell’estrema destra in Italia apra gli occhi a chi li scelse in autunno e si arrivi a comprendere che la soluzione non è mai la banalità della legge del più forte, dei muri, delle chiusure, dell’invenzione di un utile nemico. Diversità è ricchezza.
Coltivare nuove, antiche relazioni. Preziose. D’amicizie femminili, di cui si ha bisogno. La scelta delle persone giuste e la qualità del tempo speso mi fanno stare meglio. Non dico bene, ma meglio, questo sì. E tornare a scoprire quel piccolo nipotino estivo in più. Chissà.
Riusciremo a muoverci per supportare chi si oppone alla teocrazia fallocratica iraniana? Le scene di coraggio delle donne nelle strade e dei ragazzi con gli occhi ricchi di speranza sono commoventi. Riusciremo a dare risposte alle afghane ignorate e dimenticate?
Non siete soli, non sentitevi soli… non lasciamoli soli.
Regalarmi di più a loro. Regalarmi di più loro.
Loro cui devo tutto, loro che mi meritano, che si meritano, che desidero.
Nel nido, altrove, perché ovunque ci sono loro tre, c’è la mia casa. C’è un camino dove ardere l’anno che è stato, un arcobaleno con cui colorare l’anno che sarà.
Caterina, su idea di Anna Eva Laertici
[foto di uno di loro, che ritrae l’autrice, su una spiaggia calabrese, gennaio 2022]
