Priorità

Nella sala d’aspetto del medico dicono che legiferare sulle unioni civili non era la priorità per il Paese e nemmeno – orrore! – la legge contro l’omofobia, che infatti giace sepolta in Parlamento; mentre al bar non è una priorità lo ius soli (curioso invece che si pensi come priorità il “reato di clandestinità”).

Per la nuova (ahahahhaha! “nuova”! Vabbè, questa faceva ridere…) classe dirigente che governa (ahahahhaha! “governa”! Pure questa fa ridere…) Roma, le Olimpiadi non sono una priorità. Co tutte ste buche che ce so’, signora mia, stamo a pensà a du’ cretini che corono e zompano?

Sinceramente, come possiamo pensare che dare soldi a qualche museo, mezzo monumento famoso e due sfigate biblioteche, possa essere una priorità per una Nazione in cui ospedali e scuole cadono a pezzi?

Tutto sommato è difficile a credersi che sia una priorità anche dare dei fondi pubblici a cinema e teatri: chiunque sia sano di mente preferisce guardare beatamente a casa le serie tv americane scaricate gratis (e illegalmente).

Ma poi che nessuno mi dica che è una priorità la parità di genere! E basta, ste donne, sempre a lamentarsi, neanche avessero un ciclo lungo 30 giorni. Guadagnano meno nei posti di lavoro? E si sposassero uno ricco.

A latere, chi conta qualcosa nella dirigenza della squadra che tifo deve aver pensato che nemmeno comprare un difensore è una priorità. E’ meglio spendere per un attaccante, no? Se siete romanisti e vi sta venendo da piangere, sappiate che vi voglio bene.

Non è una priorità dire ‘grazie’, ‘prego’, ‘scusa’ e ‘buongiorno’. Io li chiamo “convenevoli”, che è una definizione edulcorata per dire “particelle inutili, barocche, ridondanti e persino stucchevoli del discorso”.

E aggiungo a questo proposito, che non può e non deve essere una priorità saper coniugare e usare i congiuntivi, l’importante è il senso della frase…

 

Però.

 

Però, è proprio il senso della frase che non colgo, se non c’è un verbo coniugato con il tempo e il modo giusti.

Però, per un “grazie” e uno “scusa” io muoverei montagne e mari, perché contano molto più di mille altre parole.

Però, un mondo giusto per le donne è un mondo giusto per tutti. E la cittadinanza per immigrati e la tutela delle coppie di fatto, omosessuali ed eterosessuali, sono priorità per chi ogni giorno non riesce a godere anche dei più elementari diritti.

Però, nella capitale di una potenza mondiale non può essere un problema l’organizzazione di un maxi evento che può portare soldi e prestigio, proprio in un periodo storico in cui si necessita degli uni e dell’altro.

Però, se segni tanto e non difendi, mmmmh… vabbè, che Zeman lo adoro… ok, su questa passo e vado avanti.

Però, in un Paese, che è orgogliosamente il mio Paese, conosciuto in tutto il mondo come lo scrigno depositario di unici, meravigliosi beni culturali di ogni tipo, non può essere considerato un peso o un affare da privati la gestione e la tutela di un patrimonio artistico e librario ricco di capolavori.

Ecco, è così che ho capito che tante volte mi pare che dietro la frase “eh, ma non è mica una priorità” si celino alibi e scuse per non fare, per restare immobili, bloccati e fieramente conservatori dello statu quo.
E, soprattutto, si celi nell’elenco delle attività declassate a rango di “non è una priorità”, anche l’essere egoisti: perché quello che non è una priorità per te, magari lo è per tanti altri.

Eppure pensiamoci: quanto di ciò che facciamo nella nostra quotidianità, non potremmo considerarlo effettivamente prioritario per le nostre esigenze, eppure ci regala istanti di benessere, felicità… che poi è il senso della vita?

Siccome oggi ho voglia di cazzeggio, ecco un elenco personalissimo di parti della mia vita che non sono una priorità, e che quindi devo assolutamente smettere:

  • Le cene con gli amici, che tra l’altro mi portano sempre a casa secchiate di dolci (è per quello che io li adoro, i suddetti amici), il che però poi mi costringe ad altre attività autoassolutorie e non prioritarie come fare sport;
  • Farmi le sopracciglia (io non ho il monociglio alla Frida Kahlo, quindi sembrerei solo un po’ lo zio Bergomi e un po’ Ken il Guerriero, ma non è per questo che non sono figa, purtroppo);
  • Giocare sul tablet al fottuto giochino che mi ha intrippato il cervello ‘sto periodo. Ma siccome sto in fissa, potrei sostituire i pasti e altre attività più essenziali con il giochino in questione, perché mi sta facendo uscire pazza stile droga;
  • Parlare con Pico De Paperis, il mio collega tuttologo, che tra l’altro ti invoglia a leggere saggi di filosofia (non è una priorità), a vedere film meglio se di Woody Allen (non è una priorità), giocare a tennis (non è una priorità), sentire musica (non è una priorità), interessarti di grafica o fotografia o altri duecentosettantamila hobbies di cui giuro nessuno può essere definito come priorità;
  • Andare a cercare ogni tanto qualche citazione latina o greca nei meandri della mia mente e nel dizionario delle sentenze del mondo classico. D’altronde… quicquid discis, tibi discis;
  • Rifare il letto: tanto la sera poi mi ci rimetto! Ma quanto è inutile, st’attività?!?? Tra l’altro il letto sfatto almeno nei film americani non è mai emblema di pigrizia, ma sempre di travolgente serata di sesso spinto… quindi anche se capitasse qualcuno a casa mia e notasse la cosa, magari rimedierei un’ammiccante pacca sulla spalla;
  • Mangiare la liquirizia, che non è sostitutiva di un vero pasto e peggio ancora aumenta la mole di lavoro di un’attività essenziale come il lavarsi i denti: insomma, è un vero e proprio gustosissimo, meravigliosissimo, stupenderrimo spreco di tempo…

Ora che ci penso: non è una priorità questo blog.
In una vita fatta di Prole Lavoro Casa Impegni RelazioniSociali CulturaPersonale&Professionale SportSalute&Benessere Etc. Etc. quanto è stupido mettersi a perdere tempo a scrivere dei post? E perché, a chi giova?

A me.
Questo blog non è una priorità, però sto qui, e scrivo.
E non riesco nemmeno a spiegare quanto sia felice ogni volta che scrivo.

 

Caterina

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