In potenza e in atto

In potenza e in atto

25 Novembre 2020 0 di Caterina

(si ringrazia Aristotele per l’idea del titolo)


L’ho incontrato in mezzo ad altri coetanei. Eravamo, distanti e con le mascherine, impegnati a lamentarci della vita frenetica che non ci lascia spazio per pensare a noi stessi.

“Io, per esempio, non mi muovo più. Non faccio sport da quel dì, mi sto veramente impigrendo, sto ingrassando…”

“Ti capisco” ho risposto “pur di fare qualcosa di ‘sportivo’ mi sono data al bike to work, vado e torno dall’ufficio in bicicletta, magari è poco, ma così non rubo tempo a nessuno e mi muovo. Poi a onor del vero mi sento meglio anche d’umore… e en passant faccio del bene all’ambiente.”

“E quanto pedali?”

“A dir la verità non molto: circa mezz’ora all’andata (tutta in salita, mortacci) e mezz’ora al ritorno (tutta in discesa, daje). Insomma, un’ora di bici al giorno.”

“Ah, vabbè, ma è poco. Io in bici farei più di un’ora.”


Sì, ma il sedere sul sellino non mi pare tu lo metta.

Caro il mio Pantani col condizionale, o divanarodemmerda, io farò poco, ma lo faccio.

E scusa se sono cresciuta a pane e De Gregori e mi viene tanto facile pensare che

 “troppe volte zero, baby, non vuol dire uno”.

 

 




Caterina, che a volte si spazientisce


[foto dell’autrice, scattata a Pescasseroli nel settembre del 2020]