Filastrocca alla Rodari

Io sono cresciuta così, leggendo le poesie “buone”, filastrocche in cui i sapori semplici profumavano del loro gusto le piccole gioie della vita. Ti regalo la collezione di queste strofe: sono dodici, una per ogni mese di questo nostro primo, meraviglioso, anno insieme. Forse un giorno le troverai banali, e ancor più banalmente ci ricamo sopra un’altra ovvietà: te le ho scritte col cuore, perché allora, come oggi e come sempre, ti sentirò la mia piccina. Mi sentirai al tuo fianco.

Inizio in prosa.

Ti sei fatta attendere, eh?
Non posso biasimarti: sto mondo non è un granché. Ma proverò lo stesso a proteggerti, perché come sa già
tua sorella #staiSerena, io vivrò per te.
Anzi, noi vivremo per voi. Una famiglia tranquilla, in armonia e quanto più possibile…

#inLetizia

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Sei la glassa sui bignè,
tu mancavi alla famiglia,
pennellata di Manet,
mio orgoglio, tu, mia figlia.

È per te, alla Rodari,
una poesia senza pretese
per ridire a tutti i cari
che t’amiamo già da un mese.

Fa un caldo da impazzire
nella Roma tua e mia,
è difficile anche uscire
con quest’afa… andiamo via?

Incollate tutto il giorno,
strette come asino e bue,
son passati in questo forno
altri mesi: ora son due.

E continua in quest’estate
così strana, un po’ piovosa,
il nostro star appiccicate:
io son colla, tu ventosa.

Anche agosto ormai è trascorso,
tu per l’Italia come reg(g)ina;
or brindiamo con un sorso:
di 3 mesi è la candelina.

Arrivato ormai l’autunno,
ricominciano le scuole.
Ma tu stai con la tua mamma
che ti stringe, che ti vuole.

Non ci sono più a giocare
gli altri bimbi qui nel parco,
mentre t’appresti a superare
del quarto mese il varco.

 

Foglie gialle, rosse e oro:
tua sorella fa la festa:
L’anno scorso, tu, tesoro,
solo a noi eri manifesta.

Foglie gialle, rosse e oro:
sembra d’esser in un dipinto.
Mamma ancor non va a lavoro
e piano piano tu sei al quinto.

 

A novembre hai imparato
quant’è splendido mangiare:
ora pappa e omogeneizzato,
presto ‘nduja e carbonare.

Qualche piccolo fonema
sperimenti un po’ in affanno,
ma parlar non è un problema:
sei grande! Hai mezzo anno!
 

 

Ecco, hai visto quanta gente?
Quante luci, quanti doni?
E’ il Natale, e non fa niente:
anche domani sarem buoni.

Il tuo anno ci saluta,
uno nuovo è già arrivato.
Mentre stai ormai seduta,
sette mesi hai ben contato.

 

Ormai la vita ci è cambiata:
mamma il giorno è a lavoro
e tu a scuola già ambientata.
Ma non curiamoci di coloro

(“E’ troppo piccola!”, “No, deve andare!”),
le cui critiche ci hanno rotto.
Mentre son pronti a malgiudicare,
vai tranquilla, verso gli otto.

Non c’è maschera che tenga:
sei stupenda al naturale.
L’ultimo la luce spenga,
sta finendo il carnevale.

Tanto tempo nella pancia,
e altrettanto adesso altrove:
ché la vita ormai ti lancia
dentro al mese numero nove.

 

Metti avanti quel ginocchio,
poi quell’altro: corri, ancora!
Come cresce a vista d’occhio
la mia bimba a cento all’ora.

Gattonando, questo mondo
lo mangiamo in mille morsi,
lo esploriamo fino in fondo…
…e dieci mesi son trascorsi.

Io sono liscia, tu riccetta,
(la tua chioma non mi somiglia),
poi sul mento hai una fossetta:
di tuo padre sei la figlia?

Forse di me avrai l’accento,
ma di te stessa tutto il resto:
questo conta, e senza spavento
vai verso gli 11, a passo lesto.

Ebbi un dono spettacolare
un anno fa: tu al mio fianco.
Mi vedrai sempre esultare
anche col sorriso stanco.

Fammi essere la tua mamma,
chi ti sostiene e un po’ ti vizia.
Che la tua vita non sia mai un dramma,
ma forte e vera. E
#inLetizia .

 

E così, strofa dopo strofa, siamo giunte al tuo primo compleanno. Grazie per esserti regalata a me, mio piccolo pacchetto da scartare poco a poco.

Tanti auguri,

la tua mamma