Le radici della felicità

E’ Natale.

Ricevo una bella email d’auguri da un ex collega. A 43 anni ha fatto la valigia e mollato l’Italia e un tempo indeterminato da 20 anni. In due anni ha già cambiato due Paese europei, continua a scrivermi, forse per tenersi una porta aperta qui, ma mostra entusiasmo e una sete di vita come non gli ho mai visto addosso.

Non entro nelle polemiche di Poletti, non parlo di Giulio, Valeria e ora Fabrizia.

Ma non so perché a me sentirlo così felice, e pensare che non a 20 anni, ma a 43 – che no, non è proprio la stessa cosa! – abbia fatto questa scelta, beh, mi ha riempito il cuore del suo stesso entusiasmo, di una voglia “di fare cose”, di imparare ancora.
E m’è venuto spontaneo esprimergli la mia stima.
Ha scelto il suo modo di essere felice. Altrove.

Per quanto mi riguarda, la felicità non subisce radici.
Al massimo se le crea.

Caterina

Si ricomincia

Mi sono fatta un regalo.
Non è il mio compleanno, non è Natale, non mi devo sedurre.
Mi sono regalata un blog tutto per me e l’ho intitolato come l’hashtag con cui da mesi importuno i miei contatti su Facebook e Twitter.

Mi sono fatta un regalo.
E’ tanto che volevo donarmi uno spazio di scrittura, e magari non è un granché come omaggio, ma per me significa molto.
E’ “la stanza tutta per sé” di cui avevo bisogno. Potevo scegliere se riprendere in mano le sigarette o la penna: ho scelto – per ora – la tastiera.

Mi sono fatta un regalo.
Notizie su di me e sul blog si possono leggere nelle pagine create ad hoc e non voglio ripetermi. Qui, però, vorrei spiegare perché ho sentito il desiderio non già di riprendere a scrivere – quello ce l’ho sempre, è uno dei significati della vita – ma di creare questo blog.

Mi sono fatta questo regalo, perché da quando la frase “voglio una nuova vita” è diventata letterale nella mia esistenza (c’è davvero, ora, una nuova vita), ho sentito e letto un’infinità di persone – ahimé soprattutto mamme – dire che riavere la vecchia, di vita, era utopico. Che non c’era più tempo per niente, che non c’erano più energie.
Con questo regalo vorrei dirmi che non può essere così, che le passioni di un tempo devono solo reinventarsi luoghi, modi, spazi. Non finire.

Mi sono fatta un regalo.
Una scatola, con il fiocco sopra. Ci metterò dentro storie, visi e occhi che ruberò un po’ dalla realtà che mi circonda, ma soprattutto che creerò strappandolo dalla fantasia.
Che poi è quello che ho sempre fatto, anche nei post scritti in passato, dove più inventavo situazioni e personaggi e più mi telefonava l’amica o il parente chiedendomi perché avessi scritto proprio di loro. Le persone, ho imparato, hanno bisogno di leggere di sé, di sentirsi raccontate.
Ecco, proverò a descrivere nuove storie, se ci riesco, implementando la categoria “Racconti”.

Perché mi sono fatta un regalo.
E ho provato a strutturarlo. Ho caricato tutti i post dei blog precedenti, che mano a mano ripubblicherò. E li ho divisi per tema. Categorie in cui andrò ad inserire anche i nuovi post e che per ora sono:

  • pezzi scritti sulla scia degli eventi allora attuali, con la penna intinta negli inchiostri dell’etica e della politica;
    #Politietica
  • riflessioni su me stessa, sulla vita com’era e sulla mia cambiatissima attuale quotidianità;
    #staiSerena
  • diari dei miei viaggi: fisici, mentali, onirici, divertenti e faticosi;
    #Altrove
  • post sul mio amato e doloroso calcio (ah, sì, sono calciofila, ho pure questo difetto). Saranno intinti di una “leggera” sfumatura giallorossa… ma leggera, eh… ehm ehm;
    #Febbrea90°
  • parole più o meno (con)fuse con le sensazioni;
    #Liricando
  • e infine i racconti di cui sopra. Storie di persone nate e cresciute nella mia mente. E qualche volta uscite pure a gironzolare fuori di lì, va.
    #Racconti

Insomma, mi sono fatta un regalo.
E ovviamente non pretendo che lo sia per tutti, ma se c’è chi vorrà seguirmi in questo viaggio, sarà per me occasione di crescita, come sempre – d’altronde – quando ci si incontra in luoghi fisici e in uno spazio digitale come questo.

Mi sono fatta un regalo.
“E se sbagliassi tutto? E se fosse così stupido pensare a un blog, con tutto quello che succede, che c’è da fare, con i ritmi che ti impone la vita?”
“Lascia stare i pensieri nefasti e segui fanciullescamente i tuoi sogni, Caterina.
E per il resto… stai Serena.”

 

Anna Eva Laertici… o Caterina, quella di #staiSerena

Sono andata lo stesso in giro per Siviglia

Dal diario di bordo di Aña y Eva Laerticos.
Quarto giorno.
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E venne anche il giorno della febbre.
Mavaffanculo, va.

Anna Eva Laertici