2016 – cosa buttare

Il Duca Bianco, Prince e George Michael; Umberto Eco, Albertazzi e Dario Fo. Ma mentirei a me stessa e soprattutto a mio fratello, se non dicessi che il dolore più grande è stato per Bud Spencer.

 

Leggere ombre di tristezza negli occhi di chi sento vicino. Non so pregare, però per voi tifo. Tifo sempre.

 

Il 67% dei miei concittadini regala la Capitale al nuovo che avanza. Ma il nuovo non è nuovo e non avanza. Siete stati #RAGGIrati, mi dispiace per voi, mi dispiace per me. Mi dispiace per Roma.

 

La stanchezza, per quanto ripagata, e la mancanza di sonno. Il bradipo che è in me vorrebbe urlare di rabbia, ribellarsi, pretendere una vita più lenta. Ma nun je la fa: sta a dormì, poraccio.

 

I bambini di Aleppo.
Li vorrei con me. Tutti.

 

Brexit, Trump e il No alle riforme: soffia un gelido vento di passato sul futuro delle giovani generazioni.

 

A lui vorrei portar via i pensieri come fossi bacchetta magica di Albus Silente. Vorrei regalargli una fine d’anno migliore, ma ho poteri spuntati, perdonami.

 

La terra trema qui, lì, vicino.
E un piatto di bucatini come bandiera d’una popolazione che resta fiera in piedi in mezzo alle macerie.

 

 

 

 

Caterina, su idea di Anna Eva Laertici

 

 

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